Nel cuore di Roma, giovani provenienti da Israele, Palestina e Stati Uniti si sono riuniti per un’esperienza senza precedenti: Meaning Meets Us. Un evento che non solo ha dimostrato che il dialogo interreligioso è possibile, ma ha anche lasciato un segno profondo in ogni partecipante. Sostenuto da Fondazione Della Frera, e organizzato dalla Università del Senso, dall’Università Ebraica di Gerusalemme, da Middle Meets, Scholas Occurrentes e dall’Università di Notre Dame, l’incontro si è rivelato un’opportunità straordinaria di confronto, ascolto e trasformazione.
Il Potere dell’Incontro
Per quattro giorni, questi giovani hanno condiviso pensieri, esperienze e difficoltà, affrontando temi complessi con coraggio e apertura. Le discussioni sono state intense, talvolta scomode, ma mai sterili. Proprio il confronto autentico ha permesso ai partecipanti di scoprire che, al di là delle differenze culturali, religiose e politiche, c’è un terreno comune fatto di umanità e desiderio di pace.
Roel, un giovane israeliano, ha raccontato con sincerità: “Non sono venuto qui per convincere nessuno e nemmeno credo che il mondo cambierà dopo questa settimana, ma qualcosa è cambiato in me.” Le sue parole racchiudono l’essenza dell’evento: il cambiamento inizia dentro di noi.
Anche una studentessa palestinese ha condiviso un momento significativo: “Dopo i momenti più tesi, andavamo insieme a mangiare, giocare e ridere. Continuavamo a essere persone, al di là delle differenze.” Una testimonianza potente che dimostra come l’empatia e l’ascolto reciproco possano abbattere pregiudizi e diffidenza.
Un Momento Storico in Vaticano
L’apice di questa esperienza è stato l’incontro con Papa Francesco, che ha accolto i giovani dopo l’udienza pubblica in Vaticano. In un gesto altamente simbolico, il Pontefice ha firmato una felpa portata dai partecipanti, mentre loro gli hanno donato un’altra felpa e una lettera in cui hanno espresso le emozioni e i pensieri maturati durante l’incontro. Un gesto che suggella il valore di questo evento e il messaggio universale di speranza e dialogo.
Voci dal Mondo Accademico e Istituzionale
Alla chiusura ufficiale del programma, svoltasi presso la sede di Scholas a San Callisto, hanno preso la parola figure di rilievo. La Viceministra dell’Istruzione italiana, Paola Frassinetti Bellucci, ha dichiarato: “Ascoltare giovani cristiani, ebrei e musulmani parlare a cuore aperto, abbattendo i pregiudizi e la diffidenza, è fonte di ispirazione per tutti noi e dimostra come il dialogo interreligioso non sia solo necessario ma anche possibile.”
José María del Corral, Presidente mondiale di Scholas Occurrentes, ha ringraziato i giovani per il loro coraggio, sottolineando: “Questa è una buona strada per un mondo con senso. Spero che questo sia solo il primo di molti incontri.”
Il Futuro del Dialogo
L’esperienza di Meaning Meets Us non si chiude qui. Gli organizzatori stanno già lavorando per portare questa metodologia in altre città del mondo, creando nuovi spazi di incontro per giovani di contesti difficili.
Il messaggio che emerge da Roma è chiaro: il dialogo non cambia immediatamente il mondo, ma cambia le persone. E quando le persone cambiano, il mondo segue.